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LOCARNO – 31.10.2016 – Quell’ultima donazione
– ha detto – era una espressa volontà della mamma. È curiosa la storia di un uomo residente nel Locarnese che nei giorni scorsi s’è visto rifiutare la richiesta di prelevare l’oro a 22 carati contenuto nelle protesi dentarie dell’anziano genitore da poco scomparso per poterlo donare ai poveri. Sia le pompe funebri, sia i responsabili del forno crematorio gli hanno infatti risposto che non esiste una norma, né una tecnologia in grado di recuperare il metallo prezioso. Le salme, che giungono in una bara sigillata che non può essere riaperta, vengono sottoposte a una temperatura di circa 1.100 gradi e poi polverizzate. Una calamita recupera gli eventuali metalli ferrosi di protesi o viti, ma non l’oro.


