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DOMODOSSOLA- 13-07-2025--La frattura tra il consigliere Simone Racco e la maggioranza che sostiene il sindaco Lucio Pizzi è ormai insanabile. A sancirlo è l’ultimo episodio consumatosi in seno alla Commissione Lavori Pubblici e Urbanistica, dove Racco è stato ufficialmente estromesso dalla carica di presidente. Al suo posto è stato eletto Maurizio Oioli, attuale capogruppo di maggioranza, mentre Domenico Capristo ricoprirà la carica di vicepresidente.

Un avvicendamento che sa di resa dei conti interna alla maggioranza e che rappresenta una vera e propria prova di forza politica.

Racco, oggi esponente del gruppo di minoranza “Impegno civico per Domodossola” insieme a Marco Bossi, non ha partecipato alla seduta. Ha però inviato una nota scritta in cui ha espresso forti perplessità sulla legittimità dell’intera procedura, facendo riferimento al regolamento comunale, dove non esisterebbero disposizioni statutarie, legislative o regolamentari che consentano al presidente del Consiglio comunale di sostituirsi a un presidente di commissione, né tanto meno di modificarne l’ordine del giorno introducendo – come avvenuto – il punto relativo all’elezione di un nuovo presidente quando quello in carica non si è dimesso.

A presiedere la seduta è stato Claudio Miceli del Partito Democratico, in qualità di consigliere anziano, che ha scelto di astenersi. Più netta la presa di posizione degli altri due consiglieri di opposizione, Angelo Tandurella (Fratelli d’Italia) e Maria Elena Gandolfi (Lega), che hanno abbandonato l’aula al momento del voto, in linea con quanto sostenuto da Racco.

Ora il caso potrebbe finire all’attenzione del prefetto del Vco. Racco ha infatti annunciato l’intenzione di sottoporre la vicenda a un parere prefettizio, ricordando un precedente del 2013: all’epoca, sotto l’amministrazione Cattrini bis, Quintino Spataro fu estromesso dalla presidenza di una commissione dopo il passaggio al gruppo misto, ma venne reintegrato proprio grazie a un intervento della prefettura.

L’episodio evidenzia un mutamento nei rapporti di forza all’interno del Consiglio comunale e sottolinea le tensioni crescenti tra ex alleati. Ma solleva anche interrogativi più ampi sulla correttezza delle procedure istituzionali e sulle conseguenze politiche che potrebbero scaturirne nei prossimi mesi.