VALLESE - 29-5-2025 -- Un nuovo giorno di paura per il Canton Vallese, svegliatosi oggi con l’angoscia di un disastro che, oltre ai danni già causati, potrebbe peggiorare nelle prossime ore. Il crollo massiccio di una parte del ghiacciaio Birch, avvenuto ieri pomeriggio alle 15.30 sopra Blatten nella Lötschental, ha generato una frana devastante che ha sepolto gran parte del villaggio. Le conseguenze sono già drammatiche, ma a preoccupare ora è la situazione idraulica: il fiume Lonza è completamente ostruito dai detriti, e un nuovo lago si sta formando a monte, aumentando il rischio di un’esondazione catastrofica nella pianura del Rodano.
Secondo i tecnici presenti sul posto, l’accumulo di materiale potrebbe trasformarsi in una diga instabile. Se dovesse cedere, la massa d’acqua potrebbe precipitare a valle con una violenza tale da mettere in pericolo anche località come Gampel. Il monitoraggio della zona è continuo e le autorità hanno avviato valutazioni tecniche per cercare di scaricare in modo controllato la pressione del nuovo bacino.
Ieri, l’intero Vallese ha vissuto momenti di terrore. Intorno alle 15.30 un nuovo, imponente crollo del ghiacciaio ha provocato una colata di fango, ghiaccio e detriti stimata in circa 3 milioni di metri cubi. L’onda d’urto è stata percepita in tutto il circondario, e persino registrata dai sismografi con una magnitudo di 3.1 sulla scala Richter. Le abitazioni di Blatten, già evacuate il 19 maggio scorso, sono state rase al suolo. Si parla di una distruzione pari al 90% del villaggio.
Tra le macerie si cerca ancora un uomo di 64 anni, residente in zona, dato per disperso. Le ricerche, rese difficili dalle condizioni del terreno e dall’instabilità dei detriti, continuano senza sosta. Sul posto operano squadre specializzate, unità cinofile, droni termici e mezzi aerei. Ma finora dell’uomo non si hanno notizie.
La reazione delle autorità è stata immediata. È stata dichiarata una situazione speciale, che consente interventi straordinari. L’esercito è stato mobilitato per fornire supporto logistico, mezzi di sgombero e illuminazione d’emergenza. La protezione civile è attiva fin dalle prime ore, e i 300 residenti evacuati sono stati accolti in strutture sicure grazie alla collaborazione tra cantone, comuni e protezione regionale.
Le immagini e i video del disastro stanno facendo il giro dei media europei, che parlano di un evento estremo e della straordinaria capacità di risposta delle autorità elvetiche. Il Consiglio federale, presente ieri alla conferenza stampa di emergenza con i consiglieri Rösti e Pfister, ha assicurato il massimo sostegno. Anche la Catena della Solidarietà ha annunciato di aver attivato il fondo per le catastrofi naturali, a supporto della popolazione colpita.
Mentre si valuta come intervenire per stabilizzare il nuovo lago formatosi in alta valle, resta in vigore il divieto assoluto di accedere alla zona colpita. Il rischio di nuovi crolli o di un’improvvisa esondazione resta alto. Le prossime ore saranno decisive per capire l’evoluzione di una crisi che, pur gestita con efficacia, continua a tenere il Vallese col fiato sospeso.


