BLATTEN–28-05-2025-- Il peggio temuto si è infine verificato. Una porzione imponente del ghiacciaio sovrastante Blatten, nel canton Vallese, si è staccata precipitando a valle e travolgendo il villaggio sottostante. L’area era stata evacuata già lunedì 19 maggio a causa dell’alto rischio di frana. Fortunatamente, al momento del disastro, non si trovava più nessuno nell’abitato.
A cedere è stato il versante instabile del Kleines Nesthorn, da giorni sotto stretta osservazione da parte delle autorità cantonali e degli esperti glaciologi. Le preoccupazioni si sono rivelate fondate: la frana ha trascinato con sé gigantesche masse di ghiaccio, roccia e neve, investendo l’area abitata e cambiando drasticamente il volto del paesaggio.
Secondo lo Stato maggiore di condotta regionale, si è trattato con ogni probabilità dell’“evento di grande portata” annunciato nei bollettini tecnici. A confermarlo anche un fotografo dell’agenzia Keystone-ATS, presente sul posto, che ha descritto «imponenti volumi di materiale rotolare giù dalla montagna con una forza impressionante».
Già nei giorni precedenti il ghiacciaio Birchgletscher, situato ai piedi del Kleines Nesthorn, aveva mostrato segni di cedimento. I continui smottamenti avevano infatti messo in moto masse glaciali a velocità crescente: dai pochi metri giornalieri, fino a superare i 10 metri al giorno. Nelle ultime 48 ore, due importanti scariche — una martedì sera e una nelle prime ore di mercoledì — avevano preannunciato l’instabilità crescente, culminata nel collasso pomeridiano.
Le prime immagini diffuse dalla stampa svizzero-tedesca mostrano un quadro drammatico: gran parte del villaggio è stato sepolto sotto una coltre di detriti spessa diversi metri. Anche il torrente Lonza risulta ostruito, bloccato dalla massa di frana che ne ha deviato il corso.
Al momento, non si segnalano vittime, grazie alla tempestiva evacuazione delle circa 300 persone residenti. Le autorità mantengono comunque elevato il livello d’allerta per il rischio di ulteriori movimenti del ghiacciaio o il cedimento di barriere naturali lungo il torrente.
Le operazioni di monitoraggio e di messa in sicurezza della zona continuano senza sosta. In arrivo anche unità specializzate in geologia alpina e protezione civile per valutare gli scenari futuri. Blatten, intanto, resta una ferita aperta nel cuore delle Alpi vallesane.


