DOMODOSSOLA – 26-5-2025 -- Da quasi due anni regnano incertezza e confusione assolute sulla cosiddetta ‘tassa sulla salute’ dei frontalieri italiani che si recano in Svizzera per lavoro.
Proviamo a spiegare di che si tratta e tentiamo di fare un po’ di chiarezza.
La ‘tassa sulla salute’ è stata introdotta dal Parlamento italiano dall’art. 1, comma 237, della Legge 213/2023 (Legge di bilancio 2024) ed è denominata ‘quota di compartecipazione al Servizio sanitario nazionale’ che deve essere versata alla Regione di appartenenza.
Sono tenuti a pagare la tassa sulla salute i residenti che lavorano e soggiornano in Svizzera che utilizzano il Servizio sanitario nazionale; i vecchi frontalieri che già lavoravano in Svizzera prima del 17 luglio 2023; i familiari che sono a carico dei frontalieri.
La tassa sulla salute prevede un prelievo della percentuale del reddito netto annuo tra il 3% e il 6%, con un minimo di 30 euro e un massimo di 200 euro mensili.
Le tre Regioni interessate (Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta) dovranno definire con esattezza i tariffari e le modalità operative del prelievo, ma ad oggi non lo hanno fatto e quindi, di fatto, la tassa sulla salute non è stata ancora applicata e forse non lo sarà mai.
La mancata applicazione è dovuta anche a ragioni operative: l’accordo tra Italia e Svizzera non prevede infatti lo scambio di informazioni e di dati relativi ai vecchi frontalieri e quindi la Svizzera, non fornendo questi dati, non permette alle Regioni di potere applicare la tassa ai lavoratori interessati.
I motivi che hanno indotto il Parlamento a introdurre la tassa sulla salute riguardano il finanziamento salariale per il personale sanitario nelle regioni di confine e soprattutto perché i vecchi frontalieri utilizzano il Servizio sanitario nazionale italiano senza contribuirvi attivamente (lavorano in Svizzera, ma, se si ammalano, vengono curati in Italia con spese a carico della sanità regionale alla quale non hanno mai versato nulla, a differenza degli altri lavoratori in Italia e residenti in quella regione).
Ma chi sono i vecchi frontalieri? Ebbene, sono i lavoratori con la residenza fiscale in un Comune di frontiera (ovvero ubicato, in tutto o in parte, entro i 20 km dal confine con la Svizzera); quelli che svolgono attività di lavoro svolta per un datore di lavoro situato in Canton Ticino o Grigioni o Vallese; quelli che rientrano giornalmente dalla Svizzera.
Sono esclusi dal pagamento della tassa sulla salute i nuovi frontalieri (assunti dopo il 17 luglio 2023), i frontalieri che vivono al di fuori dei Comuni di confine e i frontalieri con rientro settimanale.
Carlo Crapanzano


