CANNERO RIVIERA – 19-5-2025 -- Sabato 17 maggio, in occasione dello Slow Food Day nazionale, le Condotte Slow Food del Verbano e Cusio, della Valle Ossola e della Provincia Varese hanno dato vita, insieme, a una giornata significativa intitolata “Pane e Olio”. L’evento è stato ospitato dall’Hotel La Rondinella di Cannero Riviera, nel cui giardino si possono ammirare alcuni tra i più antichi ulivi del Lago Maggiore.
Un incontro semplice, ma denso di significato, che ha messo in dialogo due eccellenze del territorio: il “pan negar” di segale, simbolo delle vallate alpine dove il frumento non cresceva per via del clima rigido, e gli oli extravergini d’oliva coltivati nei territori lacustri di Como, Varese e Maggiore, frutto di una riscoperta recente ma con radici antichissime.
L’evento, coordinato da Maria Cristina Pasquali, già Fiduciaria della Condotta del Verbano, ha coinvolto una cinquantina di partecipanti tra soci, parenti e simpatizzanti. Durante la degustazione, guidata con passione e competenza da Giandomenico Borelli, Agronomo iscritto nell’Elenco Nazionale dei Tecnici ed Esperti degli Oli EVO, si è vissuta una particolare esperienza sensoriale, dove i sentori verdi e fruttati degli oli – dalla bassa acidità, dal profilo delicato e sorprendentemente armonico – hanno trovato un perfetto equilibrio nel gusto rustico e intenso dei pani neri ossolani.
I pani, preparati artigianalmente dai panifici Meneghello di Crodo e Conti di Coimo, sono stati presentati da Mirella Gentili, Presidente della Condotta Slow Food della Valle Ossola, che ha sottolineato l’importanza del recupero delle varietà tradizionali di cereali e delle tecniche di panificazione storiche. L’impiego della pasta madre, infatti, è fondamentale per la realizzazione di pani che siano un nutrimento equilibrato e serbevole, come ha ben illustrato Manuel Rocchetti, del Forno Artigiano Radici di Cannero Riviera.
Il buffet, servito sulla terrazza vista lago, ha permesso di assaporare specialità a base di agrumi provenienti direttamente dal giardino, accompagnati da altre specialità artigianali dell’arte bianca. Oltre ai pani ossolani e a quelli di produzione cannerese, sono stati proposti i grissini della Rampolina di Campino (Osteria d’Italia Slow Food e buon esempio di ristorazione che autoproduce pani) e un multicereali preparato da Irene Calamante (una delle Dieci Donne Slow Food che salvano la terra ) di Cuore di Pane Bio di Cabella Ligure AL.
Nel pomeriggio, Borelli ha offerto uno sguardo storico sulla presenza millenaria dell’olivo sui laghi prealpini. Sul Lago Maggiore, la toponomastica stessa – si pensi ad Antoliva, frazione di Verbania – testimonia la coltivazione dell’olivo sin dal passato. I cambiamenti climatici, nel tempo, hanno ridotto drasticamente la sua diffusione. Solo negli ultimi decenni, grazie a un nuovo interesse verso biodiversità agricola e valorizzazione del territorio, l’olivo è tornato a vivere su queste sponde, offrendo oggi oli di grande qualità e identità. È di pochi giorni fa la notizia di come il prodotto dell’Istituto agrario Cavallini di Solcio di Lesa abbia vinto un prestigioso riconoscimento come miglior olio EVO realizzato in ambito scolastico.
La sponda piemontese del Lago Maggiore è stata rappresentata, oltre che da Luca Bertolino della scuola, da due olivicoltori: Stefano Garanzini del Roccolo della Campiglia di Nebbiuno e Maurizio Fantoli di San Bernardino Verbano. Dalla Lombardia sono intervenute tre associazioni , e due aziende.
Ivano De Negri, Agronomo dell’Associazione Fondiaria Terra Viva, con la sua testimonianza ha dato dimostrazione di quanto sia importante e proficuo l’impegno collettivo, sia per il recupero di terreni e terrazzamenti sia per la reintroduzione di coltivazioni sia per la trasformazione dei prodotti dell’agricoltura.
Alberto Senaldi, della rete Slow Grains, ha poi raccontato la storia degli antichi cereali delle zone pedemontane, soffermandosi in particolare sulla segale, un tempo essenziale per l’alimentazione montana, e sull’importanza della reintroduzione dei cosiddetti grani antichi, fondamentali per le loro intrinseche qualità nutrizionali e per una maggiore resistenza ai parassiti.
Gli interventi di Federico Carmine (Sindaco di Cannero Riviera), di Valeria Maffeo (Presidente di Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta) e di Rolando Saccucci (Presidente di Slow Food Provincia di Varese) hanno infine sottolineato l’importanza del fare rete per costruire iniziative che incentivino la riscoperta delle potenzialità di un territorio, accompagnate dalla valorizzazione e promozione delle sue eccellenze.
La giornata si è conclusa con una visita guidata al suggestivo Parco degli Agrumi di Cannero Riviera, a suggellare un’esperienza all’insegna della cultura del cibo buono, pulito e giusto.
Un piccolo evento che ha unito territori, saperi e sapori, sottolineando il senso più profondo dello Slow Food Day: celebrare la biodiversità, la memoria del paesaggio e il piacere della convivialità.
Piero Pagani


