RE - 16-5-2025 -- Nel tardo pomeriggio del 23 agosto 2005, nella quiete della Valle Vigezzo, un semplice incontro di parrocchia si è trasformato oggi in una memoria preziosa, alla luce degli eventi che hanno portato all’elezione di Papa Leone XIV, già cardinale Robert Prevost.
Padre Massimo Gavinelli, all’epoca parroco di Toceno, ricorda con chiarezza dal notiziario del Santuario di Re quel giorno in cui un giovane novizio agostiniano, Michele Falcone, gli annunciò che sarebbe venuto a celebrare messa il suo Priore Generale, "un americano", disse. Attendeva l’arrivo nel tardo pomeriggio sotto il portico della chiesa, quando vide Michele seduto al bar con un religioso distinto. «Mi chiamò – racconta Padre Massimo – e, avvicinandomi, disse: “Ti presento padre Robert, il mio superiore”. Mi colpirono subito il sorriso e il garbo dei suoi modi. Ancor più m’impressionò la sua umiltà: declinò la mia proposta di presiedere la Messa e concelebrò, lasciando a me la presidenza».
Un gesto che, col senno di poi, diventa segno distintivo di un uomo destinato a guidare la Chiesa universale. Il futuro Papa non volle eccezioni nemmeno nei dettagli: "Ricordo – continua Padre Massimo – che aveva con sé il libro della Liturgia delle Ore e partecipò integralmente ai Vespri inseriti nella celebrazione. Rimasi edificato dalla sua semplicità e dalla docilità con cui si adattò alla mia, diciamo così, "gestione sbarazzina" da parroco di montagna".
Padre Robert Prevost, oggi Papa Leone XIV, soggiornò a Toceno dal 22 al 25 agosto 2005, visitando anche il Santuario della Madonna del Sangue a Re.
Il ricordo di quel momento è riaffiorato potente l’8 maggio scorso, quando, alla loggia della Basilica di San Pietro, il nome “Leone XIV” è stato pronunciato. "Subito ho ricollegato – confessa Padre Massimo –. Ho letto la biografia del nuovo Papa e ho avuto conferma da Padre Michele. Era proprio lui. Ho sentito il bisogno di condividere questo ricordo con i devoti della Madonna del Sangue".
Padre Michele Falcone, oggi Superiore degli Agostiniani e residente nel Santuario di Santa Rita a Cascia (Milano), ha espresso ad un'agenzia di stampa grande commozione dopo l’elezione. «Quando ho sentito il nome “Robert”, ancora prima che confermassero “Prevost”, ho detto: “È lui”. Lo Spirito soffia dove vuole, ma ero convinto che fosse la persona giusta nel momento giusto. È un uomo semplice, umile, schivo, sempre amato da tutti», ha dichiarato a un’agenzia di stampa. E ha aggiunto con fiducia: «Non sarà un Papa appariscente, ma conquisterà il cuore di tutti».
Da Toceno a Roma, passando per Re, le tracce lasciate da Padre Robert sono oggi fonte di speranza e preghiera. La sua affabilità discreta, unita a una vita spirituale intensa, hanno già parlato a molti cuori. E ora parlano al mondo intero.
L'immagine di quelle giornate, pubblicata sul notiziario del Santuario di Re


