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VARZO- 07-08-2022-- Il versante settentrionale dei pizzi Mezzodì e Rovale domina Varzo da sud e non si riesce ad immaginare su quei ripidissimi pendii la presenza di splendide e vaste radure, come quelle dell’Alpe Wolf e dell’Alpe Selvanera. Un esperto del territorio ci ha accompagnati a vederle.

GITA N. 83 O 24 L' “OVIC” DI VARZO

MAGGIO 2022

Dislivello: 880 m. Tempo: 4 h 15’. Sviluppo: 12 km.

Siamo in dieci ed oggi ci schieriamo con il sei – due – due: sei anziani, doppio medico e doppia badante. Splende il sole fra qualche nuvola innocua e gli ombrelli restano negli zaini. Camminando per tutto il giorno nei boschi di un versante nord non patiremo neppure il caldo.

A parte qualche incontro ravvicinato con zecche subdole e sempre più infestanti, cosa si può desiderare di meglio? E poi il nostro staff sanitario è preparatissimo anche sulla Malattia di Lyme, trasmessa dai bastardissimi artropodi. Pensate che uno dei due medici che ci accompagnano oggi, amante della ricerca e dei test in prima persona, ha pensato bene, nei giorni scorsi , di provare il raro morso di un ragno violino ed è tuttora in cura! Dopo il caffè a Varzo scendiamo a Ponte Cantone, 520, dove ottimizziamo gli equipaggi.

Attraversiamo il Diveria, superiamo due lunghe gallerie e parcheggiamo all’Alpe Salviggia, 830, prima della sbarra lungo la strada che prosegue verso Selvanera e Nugno. Un cartello indica erroneamente quota 763. Imbocchiamo il bel sentiero F03 verso occidente, in dolcissima salita, pulito e adattato con alcune varianti al passaggio della motocarriola.

Si vede che all’Alpe Cortiggia, 899, che raggiungiamo rapidamente, vivono persone che fanno rivivere la montagna senza bisogno di devastarla. Nel bosco bellissimo si alternano faggi ed abeti. Più in alto troveremo larici monumentali. Si inizia a salire e, dopo un’ora dalla partenza, siamo all’Alpe Prato Grande, 1139.

La guida odierna, nonché medico di servizio, consiglia di ripristinare al meglio le seppur scarse energie fin qui spese, perché ci aspetta il Mortirolo, anzi lo Zoncolan diranno i gitanti dopo i tre quarti d’ora molto ripidi, in direzione sud, fino all’Alpe Corgiolo, 1524. Anche qui un cartello ottimista dice 1580. In effetti quattrocento metri di dislivello così “tosti” e senza tratti per rifiatare sono un ottimo allenamento e s’incontrano raramente.

Qui lasciamo il sentiero F03 che sale all’Alpe Lorino e ne seguiamo uno, non indicato sulla cartina CAI più recente, in direzione est che, secondo la nostra guida, è in “falsopiano”. Più che altro si tratta di un piano inclinato, ma verso l’alto, che ci porterà alla quota massima 1650, in un susseguirsi di stupende radure e leggeri saliscendi.

Il tutto non evidentissimo, seppur segnato, che rende preziosa la presenza di un conoscitore del territorio. A quota 1620 circa incrociamo il sentiero F95, che fa parte della GTA e scende dal Passo di Variola e dall’Alpe Lorino. Viriamo a nord e scendiamo all’Alpe Wolf, 1420, in una vasta e splendida radura inimmaginabile per chi guarda da Varzo verso l’alto (un’ora e mezza da Corgiolo).

Anche qui i cinghiali arano i prati, ma molto meno che nell’alta Val Bognanco. Passando da un piccolo alpeggio (Patella), raggiungiamo Selvanera di Dentro, 1158, altro piccolo paradiso fra questi monti. E’ il luogo prescelto per una lunga pausa e un giusto ristoro. Qualche ora più tardi dalle baite ci dirigiamo ad ovest e prendiamo l'evidente sentiero che, dopo un tratto pianeggiante sui consueti baratri, scende nel bosco ripido a tornanti e ci conduce alle auto in quel dell’Alpe Salviggia (un’ora da Wolf). A Varzo, in un parco meraviglioso, dimentichiamo le fatiche della giornata.

Gianpaolo Fabbri

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