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covid gente disegno

PIEMONTE- 24-11-2021-- E' stato approvato dal Consiglio dei ministri il decreto per il "super green pass", che prevede l'obbligo di vaccinazione per tutte le persone che lavorano nella sanità, per le forze dell'ordine e per gli insegnanti.

Dal 6 dicembre al 15 gennaio solo gli immunizzati o guariti avranno accesso alle attività ricreative come ristoranti, cinema, stadi.

 

In particolare:

ART. 2
(Estensione dell’obbligo vaccinale)

1. Dopo l’articolo 4-bis del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 maggio 2021, n. 76, è inserito il seguente:

ART. 4-ter
(Obbligo vaccinale per il personale della scuola, del comparto difesa, sicurezza e soccorso  pubblico e delle strutture di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502)

1. Dal 15 dicembre 2021, l’obbligo vaccinale di cui all’articolo 3-ter, si applica anche alle seguenti
categorie di personale:
a) al personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi  educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore;

b) al personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico;

c) al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture di cui  all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ad esclusione dei contratti esterni, fermo restando quanto previsto dagli articoli 4 e 4-bis.

2. I dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni di cui al comma 1, lettera a), i responsabili  delle strutture in cui presta servizio il personale dei comparti di cui al comma 1, lettera b), nonché i  responsabili delle strutture di cui al comma 1, lettera c), assicurano il rispetto dell’obbligo di cui al  comma 1. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 2 e 7.

3. I soggetti di cui al comma 2 verificano l’adempimento del predetto obbligo vaccinale acquisendo le informazioni necessarie anche secondo le modalità definite con il decreto del Presidente del  Consiglio dei ministri di cui all’articolo 9, comma 10, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52,  convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87.

Nei casi in cui non risulta l'effettuazione della vaccinazione anti SARS-CoV-2 o la presentazione della richiesta di vaccinazione
nelle modalità stabilite nell'ambito della campagna vaccinale in atto, i soggetti di cui al comma 2  invitano, senza indugio, l'interessato a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell'invito, la  documentazione comprovante l'effettuazione della vaccinazione o il differimento o l’esenzione della stessa ai sensi dell’articolo

4, comma 2, ovvero la presentazione della richiesta di da eseguirsi in un  termine non superiore a venti giorni dall’invito, o comunque l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale di cui al comma 1. In caso di presentazione di documentazione attestante la  richiesta di vaccinazione, i soggetti di cui al comma 2 invitano l'interessato a trasmettere
immediatamente e comunque non oltre tre giorni dalla somministrazione, la certificazione attestante
l'adempimento all'obbligo vaccinale. In caso di mancata presentazione della documentazione di cui  al terzo e quarto periodo i soggetti di cui al comma 2 accertano l'inosservanza dell'obbligo vaccinale  e ne danno immediata comunicazione scritta all'interessato. L’atto di accertamento  dell’inadempimento determina l’immediata la sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa,  senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque  denominati.

La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato al datore di  lavoro dell’avvio e del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo, entro i termini previsti dall’articolo 9, comma 3 del  decreto-legge n. 52 del 2021, e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.

4. La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 è sanzionata ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e  5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020,  n. 35. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020,  n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74.

La sanzione è irrogata dal  prefetto e si applicano, per quanto non stabilito dal presente comma, le disposizioni delle sezioni I e
II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto compatibili.”.

CAPO II
Impiego delle certificazioni verdi COVID-19

ART. 3
(Durata delle certificazioni verdi COVID-19)

1. All’articolo 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17  giugno 2021, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, lettera a), le parole “al termine del prescritto ciclo” sono sostituite dalle seguenti:
al termine del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della relativa dose di richiamo”;
b) al comma 3:

1) al primo periodo, le parole “dodici mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale” sono
sostituite dalle seguenti “nove mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale primario” e
le parole “prescritto ciclo” sono sostituite dalle seguenti “predetto ciclo;

2) dopo il primo periodo, è aggiunto il seguente: “In caso di somministrazione della dose di
richiamo successivo al ciclo vaccinale primario, la certificazione verde COVID-19 ha una validità
di nove mesi a far data dalla medesima somministrazione.”;
c) al comma 4-bis le parole “dodici mesi” sono sostituite dalle seguenti: “nove mesi”.


ART. 4
(Estensione dell’impiego delle certificazioni verdi COVID-19)

1. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021,
n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 6, comma 3, le parole “È comunque interdetto l'uso di spogliatoi se non
diversamente stabilito dalle linee guida di cui al primo periodo” sono soppresse;
b) all’articolo 9-bis, comma 1:
1) alla lettera a) le parole “, ad eccezione dei servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di
altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati” sono soppresse;
2) dopo la lettera a) è inserita la seguente: “a-bis) alberghi e strutture ricettive;
3) alla lettera d), dopo le parole: “limitatamente alle attività al chiuso” sono inserite le seguenti:
“, nonché spazi adibiti a spogliatoi e docce, con esclusione dell’obbligo di certificazione per gli
accompagnatori delle persone non autosufficienti in ragione dell’età o di disabilità;”;
c) all’articolo 9-quater:

 

1) al comma 1, lettera c), del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo le parole “di tipo” sono inserite le seguenti: “regionale, a
eccezione di quelli espletati esclusivamente all’interno del medesimo territorio comunale o della città
metropolitana, interregionale,”;
2) al comma 3 è inserito il seguente: “Per il trasporto ferroviario regionale le predette verifiche
possono essere svolte secondo modalità a campione.”.


ART. 5
(Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 di avvenuta vaccinazione o di avvenuta guarigione)

1. All’articolo 9-bis del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge
17 giugno 2021, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2 dopo le parole “ per le singole zone” sono aggiunte le seguenti: “salvo quanto
previsto al comma 2-bis”;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente: “2-bis. Nelle zone gialla e arancione, la fruizione dei  servizi, lo svolgimento delle attività e degli spostamenti, limitati o sospesi ai sensi della normativa  vigente, sono consentiti esclusivamente ai soggetti in possesso di una delle certificazioni verdi  COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis), nel rispetto della disciplina della  zona bianca. Ai servizi di ristorazione di cui al comma 1, lettera a), nelle predette zone, si applica il
presente comma ad eccezione dei servizi di ristorazione all'interno di alberghi e di altre strutture  ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e delle mense e catering continuativo su base  contrattuale, ai quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1.”;
c) al comma 4, le parole “al comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “ai commi 1 e 2-bis” e le
parole “comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1 e 2-bis”

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal 29 novembre 2021. Fino al 5
dicembre 2021 è consentito la verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in formato
cartaceo nelle more di quanto previsto dall’articolo 6, comma 2.


ART. 6
(Disposizioni transitorie)
1. Dal 6 dicembre 2021 al 31 gennaio 2022, nelle regioni e nelle province autonome di Trento e di  Bolzano, i cui territori si collocano in zona bianca, lo svolgimento delle attività e la fruizione dei  servizi, per i quali in zona gialla sono previsti limitazioni sono consentiti esclusivamente ai soggetti
in possesso delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis),
del decreto-legge n. 52 del 2021, nel rispetto della disciplina della zona bianca. Nei servizi di cui al
primo periodo sono compresi quelli di ristorazione a eccezione di quelli all'interno di alberghi e di
altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e delle mense e catering
continuativo su base contrattuale, ai quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1 del predetto
articolo 9.
2. Nelle more della modifica del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 giugno 2021,
adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10, del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52, sono autorizzati
gli interventi di adeguamento necessari a consentire la verifica del possesso delle sole certificazioni
verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis) del decreto legge 22 aprile 2021,
n. 52.

 

 

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